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title: "Come convertire un PST di Outlook in MBOX senza pagare un convertitore"
description: "Non serve comprare nessun convertitore di PST. Thunderbird e il componente aggiuntivo gratuito ImportExportTools NG trasformano un PST di Outlook in un MBOX standard in quattro passaggi."
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language: it
updated: 2026-09-29
source: Mbox Viewer
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`pst` `thunderbird` `formats`

# Come convertire un PST di Outlook in MBOX senza pagare un convertitore

Non serve comprare nessun convertitore di PST. Thunderbird e il componente aggiuntivo gratuito ImportExportTools NG trasformano un PST di Outlook in un MBOX standard in quattro passaggi.

[David Carrero](https://mboxviewerpro.com/it/autore/) · 29 settembre 2026

Non devi comprare niente. Un PST di Outlook diventa un file MBOX standard con due programmi gratuiti — Mozilla Thunderbird e il suo componente aggiuntivo ImportExportTools NG — in quattro passaggi. I convertitori a pagamento che affollano i risultati di ricerca vendono comodità, soprattutto quella di sbrigare cinquanta cartelle con un clic. Se hai quattro cartelle, o un pomeriggio libero, non ti servono.

Questa è la strada gratuita, comprese le parti noiose, e cosa fare quando non è praticabile.

## Perché non basta rinominare il .pst in .mbox

Un [PST](https://mboxviewerpro.com/it/glossario/pst/) è un database: un albero B di nodi e blocchi in cui il corpo dei messaggi, gli allegati e la struttura delle cartelle stanno come record, con i byte rimescolati da uno strato di offuscamento che Outlook applica di serie. Un file [MBOX](https://mboxviewerpro.com/it/glossario/mbox/) è l’esatto contrario: testo semplice, messaggi uno dopo l’altro, ciascuno aperto da una riga che inizia con `From` .

Rinominare un PST ti lascia un file binario con un’estensione che mente, e nient’altro. Convertirlo significa percorrere quell’albero, tirare fuori ogni messaggio e riscriverlo come normale testo RFC 5322. Microsoft ha pubblicato la specifica del formato PST nel 2010, ed è solo per questo che esistono strumenti liberi in grado di farlo — ma è lavoro vero, non un cambio di nome.

Un dettaglio utile prima di partire: il vecchio formato ANSI di Outlook 97-2002 smette di funzionare intorno ai 2 GB, e proprio gli archivi che hanno toccato quel tetto sono spesso quelli che si cerca di recuperare. Il formato Unicode arrivato con Outlook 2003 non ha questo limite.

## La strada gratuita: da Outlook a Thunderbird, e da lì al .mbox

Funziona su Windows, con l’Outlook classico installato e il PST aperto al suo interno.

1.  In Outlook, verifica che la posta sia dentro un PST. Se sta ancora in un account, usa **File → Apri ed esporta → Importa/Esporta → Esporta in un file → File di dati di Outlook (.pst)**. Se il file ce l’hai già, aprilo con **File → Apri ed esporta → Apri file di dati di Outlook** così che Outlook lo veda.
2.  Installa [Thunderbird](https://www.thunderbird.net/). È gratuito e non devi configurarci nessun account di posta.
3.  In Thunderbird vai su **Strumenti → Importa**, scegli l’importazione da un altro programma e seleziona Outlook. La procedura guidata copia la posta nelle cartelle locali. Questo passaggio legge il profilo attivo di Outlook tramite Windows, non il file sciolto sul disco: ecco perché il PST deve essere aperto in Outlook, sulla stessa macchina. Se Outlook non compare tra le opzioni, di solito è perché un Thunderbird a 64 bit si trova davanti un Outlook a 32.
4.  Installa il componente aggiuntivo gratuito [ImportExportTools NG](https://addons.thunderbird.net/thunderbird/addon/importexporttools-ng/). Fai clic destro su una cartella qualsiasi di Thunderbird, apri il sottomenu di ImportExportTools NG e scegli la voce che esporta l’intera cartella (“Export folder”). Indichi la destinazione e ottieni un `.mbox` standard.

È tutta qui la procedura. Nulla di ciò che contiene costa un euro.

## La parte noiosa: si va una cartella alla volta

L’esportazione fa esattamente quello che dice: una cartella, un file. Le sottocartelle sono esportazioni separate. Con sei cartelle sono due minuti; con un archivio aziendale da sessanta cartelle annidate diventa davvero tedioso — e quel tedio è il prodotto che i convertitori a pagamento vendono per davvero.

Finita l’importazione c’è però una scorciatoia. Thunderbird conserva già ogni cartella come file MBOX dentro il proprio profilo: file senza estensione con il nome della cartella, nella directory `Mail/Local Folders`, ciascuno con un `.msf` accanto che è soltanto un indice e si può ignorare. Puoi copiare quei file altrove e aggiungere tu `.mbox` al nome: sono gli stessi descritti nella guida per [aprire le caselle di Thunderbird su Windows](https://mboxviewerpro.com/it/guide/come-aprire-mbox-di-thunderbird-su-windows/).

## Se il PST arriva da un backup e Outlook non c’è

La strada di Thunderbird richiede Outlook. Quando il PST è orfano — estratto da un disco vecchio, consegnato dall’ufficio informatico, ereditato insieme a un portatile — restano due opzioni che continuano a non costare nulla.

Quella diretta è `readpst`, del progetto libero libpst: `brew install libpst` su Mac, `apt install pst-utils` su Debian o Ubuntu. Poi:

```
readpst -r -o ~/mail-out archive.pst
```

Scrive un file MBOX per ogni cartella di Outlook dentro `~/mail-out`, mantenendo l’albero delle cartelle. Con la posta ordinaria se la cava bene. Gli archivi molto vecchi, con messaggi che Outlook aveva salvato nel suo formato di testo arricchito, possono uscire con allegati strani: controllane qualcuno prima di buttare via qualcosa.

L’opzione lenta non richiede nuovi programmi: collega il PST a un account IMAP da Outlook, trascina dentro le cartelle, poi connetti Thunderbird allo stesso account ed esporta da lì. La posta passa per un server, quindi si adatta male a qualsiasi cosa riservata.

Se quello che hai è un OLM e non un PST — il formato di esportazione di Outlook per Mac — è [un file del tutto diverso](https://mboxviewerpro.com/it/glossario/olm/), e la [guida passo passo dei due formati](https://mboxviewerpro.com/it/guide/convertire-pst-olm-di-outlook-in-mbox/) lo tratta.

## Perché un convertitore online è una pessima idea con una casella vera

Caricare un PST significa consegnare ogni messaggio, ogni allegato e ogni indirizzo contenuto a un’azienda di cui non sai nulla, e poi crederle sulla parola quanto alla cancellazione. In più le versioni gratuite tendono a fermare il caricamento a qualche centinaio di megabyte, mentre i PST veri pesano diversi gigabyte: il file che vorresti convertire è proprio quello che non passa.

Per un file di prova va benissimo. Per dieci anni di corrispondenza, o per qualsiasi cosa coperta da un obbligo di riservatezza, non è uno scambio conveniente quando esiste una strada locale e gratuita.

## Ottenuto l’MBOX, smetti di convertire

Se l’obiettivo era leggere la posta, hai finito. MBOX è il punto d’arrivo leggibile, non un passaggio verso un altro formato, e importarlo in un secondo client di posta crea solo un’altra copia che vive dentro quel client.

Aprilo invece con un lettore: è a questo che serve [Mbox Viewer](https://mboxviewerpro.com/it/funzionalita/), su [Windows](https://mboxviewerpro.com/it/guide/come-aprire-file-mbox-su-windows/) e su [Mac](https://mboxviewerpro.com/it/guide/come-aprire-file-mbox-su-mac/). Apre il file dov’è, non ci scrive mai dentro, e anche le caselle fino a 1 GB si aprono senza pagare.

## Apri il tuo archivio con Mbox Viewer

App nativa per Mac e Windows. Apre in streaming file MBOX ed EML di qualsiasi dimensione, completamente offline.

[Mac App Store](https://apps.apple.com/app/mbox-viewer-pro/id6759237715) [Microsoft Store](https://apps.microsoft.com/store/detail/9NW3GVFG7DDB)
